Desiderantes mette in atto una riflessione sul campo di forze, spaziale e temporale, che muove l’individuo verso il desiderio stesso: un continuo movimento, dove il qui-ed-ora è necessariamente un là-e-non-ancora.

Il desiderio ha a che fare con un’assenza, ma esistono desideri che non hanno bisogno di penuria per generarsi e alimentarsi. Il desiderio che porta un essere umano a voler salire su un palco è uno di questi, poiché c’è e basta e in questo esserci non appartiene al soggetto, ma lo attraversa rendendo possibile un atto creativo. Una forza che abita chi performa ma che non gli appartiene. Una vocazione.

Un gruppo di desiderantes interagirà sul tema del desiderio con un’impostazione multimediale (che utilizza e integra tecniche e strumenti diversi). Una macchina desiderante che abbia come scopo non la produzione di significati da comprendere, ma da riconoscere perché il desiderio non parla la lingua dell’io, comunica in una lingua straniera da rinegoziare e decifrare continuamente.

La base del lavoro è la creazione di un flusso di azioni incatenate e stratificate secondo un insieme di regole – o si potrebbe dire una logica – non decise in partenza, ma nate e condivise dal gruppo. Le azioni emergono di volta in volta dalla relazione degli interpreti con gli elementi presenti nello spazio in cui agiscono – quali luci, corpi, oggetti, voci, ecc. La risultante è un insieme di elementi, fisici e non, legati l’un l’altro dalle regole di un gioco di cui nessuno sa il nome, ma a cui tutti – compreso il pubblico – sanno giocare. Non si tratta di danzare, dire qualcosa, fare una verticale o una ripresa video, ma di come un elemento porta all’altro – anche se potrebbe portare a qualcosa di completamente diverso.

Il processo crea una responsabilità condivisa e un abbandono dell’io, presupposti fondamentali per l’incontro dei desideri dei performer, in uno spaziotempo in cui l’arte si possa manifestare dilatando gli orizzonti di chi partecipa al rito.

Progetto sviluppato con il supporto di Migramenti, Teatro del Carro